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ANTEPRIMA
17-11-2015

UNO PER TUTTI – anteprima nazionale a Trieste

Lunedì 23 novembre alle 20.30 al Cinema Ariston di Trieste, il regista Mimmo Calopresti, assieme al cast del film, presenterà al pubblico triestino il suo nuovo lungometraggio UNO PER TUTTI.
Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Gaetano Savatteri, UNO PER TUTTI è ambientato in una Trieste affascinante e misteriosa, dove tre amici (Giorgio Panariello, Fabrizio Ferracane e Thomas Trabacchi) si ritrovano perseguitati da un episodio della loro infanzia e dallo spettro di un’amicizia tradita, indecisi se fare la cosa giusta o aiutare chi, un tempo, li ha salvati. Storie che formano un puzzle enigmatico, dove la vita delle persone può cambiare da un momento all’altro, a partire da un evento che ha legato per sempre i loro destini. UNO PER TUTTI è un noir coinvolgente che descrive i segreti più oscuri dei protagonisti e li illumina di speranza e di perdono.

Il regista Mimmo Calopresti riceverà il primo riconoscimento ZONE DI CINEMA, offerto dall’Associazione Casa del Cinema di Trieste ai filmakers che prediligono il capoluogo giuliano come set per i propri film.

È già possibile acquistare il proprio biglietto in prevendita presso il Cinema Ariston, in orario di proiezione.

UNO PER TUTTI
Italia, 2015, 85′
di Mimmo Calopresti con Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi e Isabella Ferrari

Un ragazzo di buona famiglia riduce in fin di vita un suo coetaneo, che ora lotta tra la vita e la morte, e per questo finisce in prigione. Così, un cerchio che si era rotto molti anni prima, ora si riapre improvvisamente.Un’azione che riunisce, dopo trent’anni di lontananza, tre persone chiamate a saldare i conti con il proprio passato, inchiodate alle proprie responsabilità dal padre del giovane indagato, che presenta il conto ai suoi (ex) amici.Nessuno di loro potrebbe condurre una vita tranquilla, senza il suo sacrificio di trent’anni prima. In una Trieste affascinante e misteriosa, i tre amici si ritrovano perseguitati da un episodio della loro infanzia e dallo spettro di un’amicizia tradita, indecisi se fare la cosa giusta o aiutare chi, un tempo, li ha salvati.

MIMMO CALOPRESTI
Lontano da tutto ciò che è onirico e barocco, il cinema di Mimmo Calopresti è quanto di più si avvicina al cinema verità. Collaboratore dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, nel 1985 vince il primo premio al Festival “Cinemagiovani” di Torino con il video A proposito di sbavature e, dopo aver realizzato diversi documentari e cortometraggi – fra cui Fratelli minori (1987), Ripresi (1987) e Alla Fiat era così (1990) – all’inizio degli anni Novanta comincia la sua collaborazione con la Rai, per la quale realizza Paolo ha un lavoro (1991) e Paco e Francesca (1992). Ma continua ugualmente la sua collaborazione con l’Archivio del Movimento Operaio firmando 1943 – La scelta e ’43-’45 – Pace e libertà. Per vedere sul grande schermo il suo primo lungometraggio dobbiamo aspettare il 1995, quando Mimmo Calopresti firma La seconda volta, pellicola con una delle sue attrici feticcio, Valeria Bruni Tedeschi, con Marina Confalone e con Nanni Moretti. La sceneggiatura si aggiudica il Premio Solinas e la pellicola, che racconta dell’incontro fra una vittima delle Brigate Rosse e un ex componente del movimento terroristico, viene presentata a Cannes, nella Sezione Ufficiale.Da subito notato dalla critica per l’uso sapiente della dialettica e per la capacità di analizzare il passato prendendone atto con indulgenza e senza speculazioni, Calopresti nel 1998 approda nelle sale italiane con La parola amore esiste, sempre con Valeria Bruni Tedeschi e Marina Confalone nel cast, affiancate da Fabrizio Bentivoglio e Massimo Sonetti. La storia dell’incontro amoroso fra una ricca donna nevrotica e il silenzioso professore di violoncello, vince il Nastro d’Argento per il Miglior Soggetto Originale.Poi, nel 1999, firma il documentario per la tv Tutto era Fiat, seguito dal film Preferisco il rumore del mare (2000) e da un frammento di Un altro mondo è possibile, del 2001, anno in cui entra a far parte della giuria del Festival di Cannes, mentre l’anno successivo, si presta come attore per Francesca Comencini ne Le parole di mio padre (2002), tratto dal romanzo di Italo Svevo La coscienza di Zeno. Anche ne La felicità non costa niente (2003), Mimmo Calopresti si riscopre attore, oltre che regista, accanto a Vincent Perez, Valeria Bruni Tedeschi, Francesca Neri e la scomparsa Laura Betti. Poi ricambia il favore all’attrice che è stata, per tanti anni, il suo asso nella manica e recita per Valeria Bruni Tedeschi nella sua opera prima come regista, È più facile per un cammello… (2003). Membro della giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2004, nel 2006 firma il suo ultimo documentario Volevo solo vivere, che affronta il tema della Shoah. Ritorna nel 2007 con L’abbuffata, di cui cura il soggetto e la regia. Grande maestro del genere documentaristico, con un’attenzione alla cronaca italiana, Mimmo Calopresti ama raccontare le storie di quei personaggi decadenti, un po’ carichi di rancore, con un’esistenza interessante e vera.